domenica 3 marzo 2013

Kalju Kruusa: il terzo autore estone di Gattomerlino edizioni


Da "La quinta ruota di scorta" di Kalju Kruusa

Traduzione di Maarja Kangro e Piera Mattei

con moto
eppur si muove

facendo ginnastica al mattino
piegandomi estendendomi flettendo le gambe
scuoto nel frattempo i tetti fuori della finestra
e muovo le nuvole e il sole
afferro il tetrapak del succo
e lo agito prima di aprirlo
al tempo stesso quello mi scuote la mano
come fanno salutandosi i visi pallidi
e mi agita notevolmente
e mi toccano le particelle di luce
che dalla finestra cadono su di me
e anche le nuvole
mi
muovono
ah una delle qualità
più salde dell’universo
è di essere con-movente


***

decidemmo di avere il tè pronto nella teiera
per potercelo godere dopo il bagno
tu ti avviasti al mare
io rimasi in cucina a preparare il tè
mischiai con un cucchiaio d’alluminio la polvere di tè nella teiera
per ricavarne tutto lo spettro dei sapori
e dalla finestra ti vidi 
barcollare un po’ goffamente tra i sassi
scendere in acqua nella luce occidentale
delle nove di sera che scendeva
staccandosi dal sole giallo e caldo e sulle tue spalle si spezzava
rimasi a guardarti
senza che tu lo sapessi
a meno che tu non percepisca il mio sguardo con il sedere
come un getto caldo
mi voltasti le spalle, erano chiare
l’acqua era abbastanza chiara
non c’era niente da chiarire
nell’acqua risplendevano ciocche di alghe e curve di sassi
provai a sentire con te, in anticipo, se il mare fosse caldo o fresco
giudicando dal vento del nord ovest era calduccio
dall’ora ormai tarda freschino
l’unico modo di intuirlo fu dal portamento del tuo corpo
scendevi lentamente nell’acqua sempre più alta
sentii un dolore bruciante
sulle dita
che mi fece cadere di mano il cucchiaio


* * *

ah cosa ci sarebbe di meglio
che fare qualcosa insieme
sentirlo provarlo insieme
ah che andare insieme dove
una volta si andava da soli
e trasferire all’altro, liberandosene,
ciò che si è portato con inquietudine in sé
ah che montare in sella
così leggeri con il fruscio delle gomme
tra e sopra e in mezzo
alle foglie autunnali variopinte
le pozzanghere piatte e le castagne, sempre in due
al volo tra le bacche del rialto
scivolando e serpeggiando in avanti
cosa meglio che sentire la vicinanza l’uno dell’altra
del pedalare respirare tacere
ah che guardarsi l’un l’altra e ridere
come volendo spingere oltre il sentimento importante molto importante
che è proprio quello
sapendo che è davvero quello
tanto è evidente per tutti e due
è proprio quello


il linguaggio è un paio di pantaloni

a volte così stretto
che è difficile camminare
a volte ampio
i calzoni si trascinano
e ostacolano il cammino
fanno inciampare

quando i calzoni
vanno bene
ti calzano
come un guanto
ogni tanto
li tengono a posto le bretelle

ogni tanto pare
che i pantaloni da soli
muovano le gambe
che l’uomo cammini
grazie ai pantaloni
mah, che pantaloni preziosi


LA FINESTRA È APPANNATA

dimenticai l’acqua sul fuoco
la finestra cominciò a sudare
per scherzo scrissi col dito sul vetro
LA FINESTRA È APPANNATA

e quando un’altra volta
cominciò a sudare di nuovo
apparve la stessa scritta
LA FINESTRA È APPANNATA
chiaro la punta del dito
con cui avevo scritto era un po’ unta

e così ogni volta
che la finestra si appanna
appare anche la scritta
LA FINESTRA È APPANNATA

la finestra non è una chiacchierona
scrive solo l’essenziale
quando c’è bisogno
in altre circostanze la scritta
LA FINESTRA È APPANNATA
non avrebbe dimostrazione
perché non avrebbe senso

è praticamente
solo sulla scritta
che la finestra non è appannata
e così a causa della scritta
la finestra non può
essere tutta appannata

è un’inezia per una finestra come quella
ma un gigantesco dilemma per un saccente sofista


L’ARMADIO DI CUCINA della mamma
è un nido dada
ma sei un’avanguardista mamma
le ho chiesto

ma che dici
mi ha risposto
comunque l’ho visto
in ogni scatola delle erbe

nelle scatole di cartone
la mamma ha messo le erbe da infusione
sulle scatole
ci sono delle scritte

su una scatola
c’è scritto
PIANTAGGINE
e dentro ci sono ortiche

su una scatola
c’è scritto
ORTICHE
e dentro ci sono fiori di tiglio

su una scatola
c’è scritto
FIORI DI TIGLIO
e dentro c’è la camomilla

su una scatola
c’è scritto
CAMOMILLA
e dentro non c’è niente

ci sono scatole
sulle quali
non c’è scritto niente
e dentro c’è qualcosa

però in un angolo
distante c’è
anche una scatola originale
del KAKAO

e dentro c’è cacao


il fazzoletto

la nonna portava sempre sulla testa il fazzoletto
con il freddo e con il caldo
dentro e fuori
nei giorni feriali e alle feste

dissi alla nonna
perché ti metti sempre il fazzoletto
stai un po’ anche senza
potrebbe essere interessante

lei rispose
no non posso
ho i capelli spettinati
è meglio portare il fazzoletto

poi un giorno la vidi
tornata dalla sauna
pettinarsi davanti allo specchio da tavolo
senza il fazzoletto

le dissi
quando ti sarai pettinata
potresti anche restare
un po’ senza

ribattè
devo comunque
metterlo
altrimenti i capelli si spettinano