mercoledì 11 dicembre 2019

Presentazione del romanzo lettone di Osvalds Zebris "All'ombra della collina dei galli" – Mimesis edizioni

Sintesi dell'intervento a Più libri più liberi
4 dicembre 2019
di Piera Mattei

Il progetto di questo romanzo nasce nell'ambito del progetto Noi. Lettonia XX Secolo voluto dalla scrittrice Gundega Respe,  al quale hanno aderito 13 scrittori che intende fare riferimento a documenti storici senza per questo imbrigliare la fantasia degli autori.


Anzitutto vorrei spiegare perché la responsabile delle edizioni Gattomerlino è qui a partecipare alla presentazione del libro di Mimesis edizioni, insieme al traduttore del libro.
 Il motivo è che sono stata contattata come amica e conoscitrice della cultura lettone e di orizzonti della cultura baltica in generale. Era un riconoscimento all'attività che abbiamo svolto con incontri sulla poesia lettone, nella splendida Biblioteca Nazionale di Riga e con traduzioni e pubblicazioni di un grande poeta lettone quale Juris Kronbergs. 
A proposito di nuovi orizzonti l'interesse della nostra casa editrice, sin dalle primissime pubblicazioni, si è rivolta a quell'Europa orientale, che rimane per molti ancora  un territorio non ben illuminato dagli studi  curriculari di storia. Una letteratura certamente giovane, ma proprio per questo con voci originali, con riferimenti alla formazione di un'identità letteraria recente, ma  profondamente sentita.

Veniamo quindi al romanzo. "All'ombra della collina dei galli" può essere letto in molti modi.
Se si ignorano le note a piè pagina può essere persino letto come un romanzo psicologico o un romanzo a intreccio. Ma quelle note a piè pagina, che fanno di questo libro un a lettura polivalente, c'introducono ai personaggi reali e ai luoghi reali dove nel 1905 e l'anno successivo si svolsero eventi storici per la Lettonia. Il 1905 infatti, in Lettonia, propagandosi proprio dalla Russia  con l'attacco al palazzo d'inverno a San Pietroburgo, è l'anno di una violenta rivolta contro il potere zarista. Nell'anno successivo, nel 1906, in quel Natale 1906 sul quale si apre il racconto, a Riga tutto appariva già sopito se non dimenticato.
Il racconto si apre sul rapimento di tre bambini, strappati da un cupo individuo alla giostra. Chi è quel cupo individuo? Perché compie quell'atto, senza, in apparenza, voler fare del male ai bambini , o chiedere, come in casi analoghi, un riscatto in cambio della loro restituzione? La risposta a queste domande comporta un lungo racconto che si muove dal presente, cioè al 1906, sul quale si apre l'azione, al 1905 al quale va la ricostruzione dei fatti nella penna del protagonista, ma spazia a date anche precedenti, con molteplici flash back sul passato, a un'infanzia e a una giovinezza nella quale il carattere del protagonista si forma.

Siamo quindi in un romanzo storico con sfumatore di giallo, ma, come accennavo all'inizio, anche dentro un romanzo psicologico. Infatti il romanzo può essere letto anche come la storia di un doppio, ammirato prima e poi progressivamente , nell'adolescenza e nell'età adulta, odiato.   Il protagonista Rudis ha infatti un amico, Arvids, ma mentre lui con la sua fattoria vive in basso l'amico vive in alto, sulla collina dei galli appunto, e quella non è che la metafora del loro rapporto. Perché Arvids in tutto si dimostra superiore a lui, anche se protettivo e fraterno. Proprio questa posizione sarà quella che produrrà un fastidio esistenziale al protagonista, un'invidia che s'insinuerà in lui come un veleno. La rivolta contro il potere dell'anno 1905  diventa così anche l'occasione di affrontare l'amico. Ma il protagonista si sdoppia anche nel senso più strettamente clinico del termine perché, stravolto dal senso di colpa per l'uccisione involontaria ma gravissima di un bambino, la sua mente si spacca in due, nella malattia mentale.
Nel quadro storico che si disegna ha un ruolo importante, fin dalle primissime pagine, il losco antisemitismo che si basa sulla falsa scoperta dei Protocolli dei savi di Sion, per cui la scomparsa di tre bambini può essere imputata, da un membro della polizia, alla comunità ebraica e alla loro consuetudine di riti sanguinari. 
Intorno  ai due protagonisti si muove un gran numero di comparse. Il bene e il male non sono mai del tutto da una parte soltanto. I bulli della scuola diventano compagni di lotta, una donna accende la rivalità tra due uomini. I maestri si battono perché non si appanni l'insegnamento della lingua lettone nelle scuole.
Il romanzo riserva nell'intreccio romanzesco anche colpi di scena che non è bene qui rivelare.



Nelle foto, da sinistra a destra: Osvalds Zebris, l'Ambasciatore  Aboltina, il traduttore Paolo Pantaleo, Piera Mattei

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