giovedì 2 aprile 2020

Divieto di fermata – Aristarco di Piera Mattei– PARTE SECONDA L'uomo piccolino fa uno strano incontro





No, la storia non era finita (e questi fiori non li ho colti oggi!)


Aristarco era tornato a casa senza fare altri incontri con le automobili della  polizia. Ma si era preso un bello spavento, quindi promise a se stesso che non sarebbe uscito più, se non per i motivi previsti nel decreto ministeriale. Dentro di sé sperava che presto un nuovo decreto avrebbe finalmente annunciato il superamento della fase più acuta dell'epidemia. E certo, anche allora sarebbe uscito solo con le dovute cautele.

Intanto gli tornava alla mente quell'ultimo consiglio di Albero: lavorare sulla voce per aumentarne il volume e così rendere le sue parole comprensibili a tutti, senza rischio di equivoci. Dentro di sé si diceva comprensibili a tutti, perché solo a pensarlo il nome di Irina, gli faceva venire qualche linea di febbre. E di quei tempi, di farsi venire la febbre non era proprio il caso.

Trotterellò nel soggiorno, lì dove, spinto verso il muro, con una leggera patina di polvere sul legno laccato di nero, da anni restava muto un pianoforte a mezza coda.
Quello strumento lo aveva suonato la sua mamma.
Già, perché abbiamo già accennato al padre di Aristarco, un uomo di forte corporatura, ma non abbiamo ancora accennato alla mamma.
 La mamma invece era una donna tutta sottile. Sottili le braccia, sottili le gambe, sottile il busto, che aveva la forma di un punto interrogativo quando indossava i suoi abitini striminziti.  Era proprio magra, magrissima e le piaceva tanto di esserlo. Mangiava come un uccellino e, quando parlava, senza andare mai, proprio mai nelle note basse, sembrava un cinguettio.

Il padre di Aristarco spesso andava in giro per la casa brontolando che era tutta colpa di sua moglie se quell'unico figlio era rimasto un omino piccino, con quella voce di bassissimo volume. Colpa sua perché lei le parlava così, come un'uccellina, e poi perché aveva voluto tenerselo in braccio, anche quando da tempo, sulle sue gambine, aveva imparato a camminare.
"Lei lo ha tenuto in braccio e lo ha accarezzato fino a quando non ha sentito, una sera mentre lo cullava per farlo addormentare, che erano spuntati i primi peli della barba! Lei non si era accorta di nulla, non si era accorta che quel suo figlio piccolino era già diventato un uomo piccino!" Così il robusto padre andava recriminando rivolto a un interlocutore invisibile e forse quella che raccontava non era una storia tutta inventata.

Anche lei, però, la mamma, accusava il marito per aver voluto dare al loro figlio quel nome così monumentale: Aristarco, come quel sapiente di Samo, che molti secoli prima di Copernico e di Galileo, secondo le testimonianze di Empedocle, avrebbe pensato che non era il sole a girare intorno alla Terra, ma viceversa. Colpa sua! Perché dare a un bambino, appena nato il nome di uno scienziato? In più, figurarsi, il nome di uno scienziato al quale nessuno, per secoli, aveva dato credito!
"Ecco", diceva lei, con quella vocina da passero, "lo esponi, ecco cosa fai del nostro bambino, lo esponi a essere preso in giro dagli altri. Se almeno tu avessi scelto di chiamarlo col nome di un eroe omerico, che so io, Achille o Ettore, no, sceglie un astronomo e un astronomo che faceva supposizioni così strane per i suoi tempi... "
 Quante volte li aveva sentiti rinfacciarsi l'uno all'altra le responsabilità. Lui allora scappava a rinchiudersi nella sua cameretta, perché di tutto quel loro litigare capiva solo una cosa: che era un figlio un po' sbagliato, un figlio che non era cresciuto o che non era cresciuto bene, così che loro potessero essere fieri di lui.

 Poi la mamma era svanita. Sì, era successo proprio che un giorno un vento più forte la trascinasse via con sé, tanto era diventata una forma evanescente e sottile. E lui, il babbo, Aristarco non l'avrebbe mai creduto, pianse allora cosi tanto e così disperato chiamando sua moglie per nome, finché un giorno disse "Basta così!" e chiuse gli occhi per sempre.

 Da quando la mamma se n'era volata via nessuno aveva più toccato quel piano.
 Ora Aristarco lo aprì.  Pensava:
"Avere un piano accordato non sarà certo considerata una necessità. Non di certo per me che non sono un musicista! Non posso quindi neppure chiamare il signor Schulz!"

Il signor Schulz, il nome era tedesco ma lui risiedeva in Italia da almeno trent'anni e parlava un forbito italiano con le sue belle erre rotonde, era l'uomo che quando la mamma suonava il piano veniva periodicamente a tirare le corde allentate dello strumento, ad accordarlo appunto. Ad Aristarco piaceva molto vedere l'anima dello strumento. Com'era diversa dal mobile compatto e dignitoso che voleva sembrare! Tutte quelle corde e quei chiodini. Anche noi dentro siamo pieni di corde, veniva fatto ad Aristarco di pensare.
 La mamma offriva sempre all'accordatore, al suo arrivo, una tazza di caffè e due biscotti e, quando lui aveva terminato il lavoro, lo accompagnava alla porta con un sorriso e un: " Arrivederla, signor Schulz, le sono grata davvero!". Questi erano i modi della mamma.

 Toccò i tasti. Che magia! Non sembrava che il piano avesse risentito del lungo silenzio.  E allora cominciò, un po' come fanno i cantanti, a fare esercizi per dare corpo alla voce. Non aveva molta pazienza, ma per un quarto d'ora resisteva, tutti i giorni.

 Un giorno, mentre appunto faceva questi suoi vocalizzi gli sembrò di sentire come un'eco. "La casa è grande e vuota", si disse" la voce risuona".
Provò ancora e quell'eco lo sentì di nuovo ma questa volta c'era dentro come un'aria di canzonatura. E poi veniva da dietro le finestre. Sì ricordava, sì, che giù c'era un cortile, dove, quando lui era bambino, gli altri andavano a giocare a rincorrersi, e anche al pallone qualche volta, per quanto il pallone fosse proibito.
"Tu, no, tu sei delicato, gli diceva la mamma. Sudi e ti raffreddi".

Si affacciò. 
In un primo momento non vide nessuno, poi su una terrazza che si apriva nel cortile gli apparve una casetta di platica  con il tetto di finte tegole rosse, le pareti di finto intonaco bianco, e una porticina e una finestrella  di finto legno verde. Non l'aveva mai vista prima. Forse fino al giorno prima quella casetta non c'era?
Proprio da quella finestrella spuntò un ciuffetto castano.
"Aspettami !" e in un minuto, lì davanti alla casetta sulla terrazza, col suo ciuffo castano sugli occhi ma lo sguardo sollevato in alto verso di lui, c'era un ragazzino di otto o nove anni.
 "É alto come me," si disse mentalmente Aristarco "ma lui crescerà."
 "Ciao", lo salutava intanto il ragazzino, "mi chiamo Rinaldo, e tu?"
 "Io mi chiamo Aristarco."
 "Che nome buffo!" disse Rinaldo
Aristarco aveva capito che quel bambino gli dava del tu, perché pensava che anche lui avesse poco meno di dieci anni. Stette al gioco.
" Lo sai, gli stava intanto dicendo il ragazzino, "qui nel mio condominio tutti i bambini se ne sono andati, perché i loro genitori potevano lavorare da casa, al computer. Così, chi poteva è andato in campagna o al mare, quelli che hanno una casa in campagna o al mare".
"Tu non ce l'hai? "
 "Sì, anche noi abbiamo una casetta in campagna, però mamma deve restare qui, perché lavora all'ospedale e papà, che lavora al computer, mi ha montato questa casetta sul terrazzo, così non faccio rumore  nel soggiorno, dove lui lavora".
"Ah, sì?" disse Aristarco per fargli capire che lo stava ascoltando. E intanto rifletteva che lui non aveva mai voluto imparare veramente a usare il computer o il cellulare. Era rimasto al tempo di suo padre, quando si usava molto ancora il telefono fisso. Ma, a pensarci bene, lui usava poco anche quello.

"Senti, Aristarco, gli stava ora dicendo il bambino, perché invece di fare aaaaaaa, ooooo, quei tuoi vocalizzi insomma, non suoni e canti una canzone? Tu hai un piano! Qui nel cortile non credo che ce l'abbia nessun altro."
 Aristarco non sapeva che rispondere. In realtà aveva preso delle lezioni di piano per alcuni anni, parecchi anni prima, ma adesso, da almeno altrettanti anni, non suonava più.
" Dai, suona una canzone facile, una di quelle che sanno tutti! "
Aristarco ci pensò un poco, poi disse
 "Aspetta!" ed entrò a sedersi al piano. Provò sulla tastiera le prime note di una canzone che gli era sempre piaciuta quando era bambino. E sentì la voce di Rinaldo che lo seguiva:
 "Per fare un tavolo ci vuole il legno... per fare il legno ci vuole un albero per fare un albero ci vuole un seme etc"
Lui continuava a ripetere sulla tastiera la musica delle strofe sempre uguali di quella canzone, mentre Rinaldo dalla terrazza cercava e trovava le parole e intanto batteva le mani a tempo.
Aristarco mentre suonava pensava che quella canzone la stava anche dedicando al suo amico Albero, che chissà quando avrebbe riabbracciato. Intanto si accorse che, senza nessuno sforzo e con una bella voce intonata, stava cantando anche lui, mentre batteva sui tasti.

Quando Rinaldo ebbe gridato l'ultima strofa "Ci vuole un fiore... ci vuole un fiore... per fare un albero ci vuole un fioore" il ritmo delle sue mani si mutò in un applauso che indicò l'alto indice del suo gradimento per quell'esperienza.
"Ne cantiamo un'altra?" chiese il ragazzino dal terrazzo.
 "Oggi basta", disse Aristarco sporgendosi a guardare intorno se qualcuno si fosse affacciato dalle finestre sul cortile. Nessuno.
"Domani, allora alla stessa ora di oggi!" disse il ragazzino allora.  Ad Aristarco non veniva in mente nessuna canzone che sarebbe stato capace di suonare il giorno dopo.  Perciò improvvisò, alla svelta:
"Oggi che giorno è? mercoledì? vediamoci mercoledì prossimo. Ciao!"
E chiuse in fretta la finestra.  Così in una settimana quel ragazzino forse avrebbe trovato altri passatempi e si sarebbe dimenticato dell'appuntamento e, nel peggiore dei casi, lui avrebbe avuto una bella settimana per prepararsi una nuova canzoncina.  E intanto avrebbe continuato gli esercizi per aumentare il volume della voce.

 Quella sera, quando andò a letto si sentiva contento, però stranamente si accorse che le maniche del pigiama era come si fossero ristrette e ritirate. Certo, lui, da quando la signora delle pulizie non veniva più a causa del virus che continuava a impazzare, non aveva ancora imparato a usare bene i programmi della lavatrice. Cercò di tirare le maniche sui polsi e i pantaloni sulle caviglie, e finalmente si addormentò.
Il mattino successivo invece si era svegliato con la strana sensazione che il letto si fosse accorciato. Andò allo specchio e si vide diverso: i capelli un po' più radi, qualche ruga intorno agli occhi, però lo sguardo andava dritto alla sua immagine riflessa. Non era più quello sguardo di prima, da uomo piccolino! I pantaloni del pigiama arrivavano adesso ai polpacci, la maniche della giacca ai gomiti. In una notte era cresciuto!

 Ma chi era dunque quel bambino che l'aveva chiamato dal terrazzo sul cortile?
 Rinaldo era forse un giovane mago che aveva operato la magia di farlo crescere? Aristarco, nonostante fosse diventato più grande, ora si sentiva come tutto nuovo.

 "Non troppo, però. Non troppo, Rinaldo!" implorò tuttavia passandosi una mano tra i capelli, mentre ancora si osservava allo specchio.
Infatti stava pensando alla sua Irina. Non voleva, ora che lui aveva così rinforzato la voce da riuscire a cantare una canzone di parecchie strofe, che Irina non lo volesse più perché era diventato troppo alto per lei. Ma no, non era troppo alto, era solo cresciuto finalmente, fino ad avere una statura quasi normale.




martedì 31 marzo 2020

Divieto di Fermata: un racconto per bambini, ai tempi del corona virus



Per restare in contatto con i più piccoli,  voglio raccontare una breve storia ambientata nel tempo della presente calamità naturale, che necessariamente lega gli uomini, i più grandi e i più piccini, a regole che intralciano, a volte, i loro desideri.
Ma nel tempo che ci vuole reclusi,  possiamo cambiarci in meglio, come farà, alla fine della storia il nostro piccolo eroe Aristarco

 Accanto al titolo "Cavallino" una scultura, realizzata da Annalisa Ramondino, con materiali di riciclo


ARISTARCO, l'uomo piccolino  di Piera Mattei

PARTE PRIMA

Nei giorni dell'epidemia Aristarco si trovò come tutti chiuso in casa per effetto di un decreto a tutela della salute pubblica.
Aristarco era un uomo piccolino, di statura molto al disotto della media, ma non era un nano. Era solo molto minuto e anche la sua voce, in conformità al suo aspetto, era una vocina, quasi un sussurro. Probabilmente, proprio a causa di quella voce, Aristarco era rimasto scapolo, senza moglie e senza nessuno che gli facesse compagnia, in una casa troppo grande perché un uomo così piccolo potesse sentirsi bene lì, tutto da solo.

In quei giorni, andando avanti e indietro per il corridoio della casa, ripensava a quando una fidanzata l'aveva avuta. Era una graziosa nana, allegra e spigliata, con una bella voce di soprano che dispiegava nel cantare le più belle arie della Carmen.
Era l'anno precedente all'epidemia, e appena la primavera aveva fatto esplodere i fiori di una pianta di rose che curava sul suo terrazzino, Irina, così si chiamava la ex-fidanzata, li aveva colti e se ne era adornata i capelli. Quei capelli erano neri e lisci e lei li raccoglieva in una piccola coda di cavallo.
Siccome Irina era spiritosa e ironica non tralasciava di fare battute anche sul suo aspetto e le sue dimensioni ma  quello che non sopportava era che le sue battute non fossero colte al volo.
"La coda non la lascio allungare troppo perché non sono la stella del circo", disse quel giorno fatale ad Aristarco , "e se la pestassi non sarei proprio capace di fare un bel triplo salto mortale".
 "Sei una piccola donna prudente!" gli aveva risposto lui, emozionato all'idea di aver trovato un complimento da fare a quella ragazza che tanto gli piaceva. Ma il tono della sua voce era così debole che lei riuscì a sentire solo "Sei una piccola donna...". Cosa aveva aggiunto poi? Finiva in ...ente ma  come cominciava quell'aggettivo?  Furente? Lucente? Demente?  Come parlava questo ometto suo fidanzatino, perché lei non lo capiva? Abbassò la testa piuttosto contrariata. "Piccola donna", sì, l'aveva capito, ma di sicuro non toccava a lui dare giudizi su questo argomento.
Aristarco, pensando invece che lei avesse abbassato il viso per l'emozione che le provocava il suo complimento, provò a insistere:
"Sei tutta un profumo di maggio". Questa volta Irina lo guardò quasi inferocita e gli sibilò: "Cannibale!"
Aristarco dallo spavento fece un salto all'indietro.  Soprattutto non capiva perché lei avesse reagito con quello strano insulto al suo complimento.  
In realtà nel suo sussurro Irina aveva udito: "Sei tutta un profumo e... ti mangio!".
Quel fatale giorno gli fu chiaro che Irina capiva una cosa per un'altra, da un lato perché lui parlava con quella vocina piccolissima, dall'altro perché lei, che aveva quella bella e spavalda voce di soprano, era tuttavia leggermente sorda.

 Non erano adatti l'uno all'altra. Ripensando all'occasione svanita, il nostro uomo piccolino sospirò e per l'ennesima volta camminò avanti e indietro tutto solo nei vuoti corridoi della casa.
I corridoi della casa erano spaziosi e ricoperti di scaffalature piene di libri e c'era anche una scala di legno per arrampicarsi a scegliere i volumi, ma tutto era troppo grande per lui, le scaffalature troppo alte, i gradini della scala troppo distanziati. Infatti suo padre, che alla morte gli aveva lasciato l'appartamento, era un uomo alto e robusto, e lui che era il suo unico figlio, era invece, molto molto piccolo. Sospirò, e si sedette sul gradino più in basso della scala che a lui poteva fare da seggiola.

 E se avesse provato a uscire? Erano ormai quindici giorni che restava chiuso in casa. Voleva uscire non per fare le spese perché le provviste per lui erano sempre abbondanti, date le porzioni piccole di cui si nutriva. Non aveva bisogno di andare né al supermercato né in farmacia. No, aveva bisogno di uscire e basta.
Andò alla scrivania e compilò il modulo che, nel caso lo avessero fermato, avrebbe dovuto esibire alle forze dell'ordine. Scrisse il nome,  l'indirizzo, il numero del documento di riconoscimento, e lì, nella parte del modulo dove doveva scrivere le motivazioni per la sua uscita, scrisse: "Vado a a trovare un amico che non può muoversi". Anche se sapeva che nel caso l'avessero fermato quella motivazione non sarebbe stata accettata, e forse l'avrebbero multato.
 Piegò il foglio e lo mise nella tasca dei pantaloni insieme alle chiavi di casa.

 Erano le prime ore di una domenica mattina. Fuori l'aria aveva un tepore primaverile. Era, straordinario, un'aria senza odore! Questo lo notò subito, il suo olfatto non era raggiunto da esalazioni di fumi e di carburante, né, agli angoli delle strade, da un tanfo persistente di rifiuti  urbani, né, girando nei pressi del ristorante del vicolo,  dai consueti  solleticanti profumi di  buone pietanze casalinghe.

 Ma anche alla vista, in un paio di settimane, la strada era completamente mutata, il traffico delle automobili si era ridotto, fin quasi a scomparire. Anzi, non vedeva nessuna automobile fin dove spingesse lo sguardo. Persone in giro, nessuna. E neppure polizia, quindi continuò sulla strada asfaltata per un buon tratto, fino a quando raggiunse un piccolo spiazzo verde e vide l'albero sotto al quale si era seduto l'anno prima con Irina, quando ancora le cose sembravano potessero avere con lei un esito felice.

Anche lì non c'era nessuno. Nessun rumore neppure dalle finestre dei palazzi. Anche se la domenica era ormai quasi un giorno come gli altri, forse, per antica abitudine, la gente nelle mattine della domenica restava più a lungo a poltrire tra le coperte. Aristarco avanzò tra l'erba che ricopriva i piedi dell'albero e guardò in alto tra i rami.
 Chiamò "Albero!" Una brezza leggera sfiorò la fronte dell'uomo piccolo. Era quello il saluto dell'amico albero.
"Albero! tu sapessi cosa succede! Albero, tutti gli uomini si ammalano! Ogni uomo se non resta a casa rischia di ammalarsi e i più deboli muoiono.  Non possiamo più abbracciarci e neppure stringerci la mano, andare al cinema e al teatro. Lo chiamano distanziamento sociale. E quello che ci colpisce è un virus invisibile. Ma io non credo che mi ammalerò se abbraccio te! Avevo tanto desiderio di vederti!" Così abbracciò il tronco dell'albero, la cui circonferenza non era poi così larga.
Uno sboffo più forte passò tra i rami: quello era il linguaggio dell'albero. Nessun altro poteva capire le sue parole ma Aristarco sì, perché lui, che era un uomo piccolissimo, aveva imparato la lingua degli alberi fin da bambino. L'albero gli stava dicendo:
"Ma io, Aristarco, non mi sono accorto di nulla. Io sto bene, sto mettendo nuove foglie, lo vedi?"
"Sì, certo, tu stai bene, perché questo virus, lo chiamano corona virus, ha scelto noi, gli uomini. Ma ti ricordi quando capitò che le palme furono assalite dal punteruolo rosso e tante, tantissime ne morirono, e sembrava che nessuna se ne potesse salvare? E ti ricordi quando la famiglia degli ulivi, anche centenari, subì una terribile decimazione da parte della xylella?"
 L'albero lo ricordava molto bene, una vera strage. Sospirò.
 " Allora, capisci, questa volta hanno preso di mira la specie umana. E, sai, questi virus non sono visibili come i vostri parassiti. Sono invisibili a occhio nudo. È per questo che fanno ancora più paura."
 Fece una breve pausa e aggiunse, un po' vergognoso:
"Non puoi combatterli che restando in casa. "
 "Allora, perché sei qui, Aristarco?" chiese in tono severo l'albero.
 "Avevo voglia di venire a trovarti. É primavera..."

 L'albero sbuffò di nuovo e questa volta Aristarco capì che era commosso,  e non pensava di rimproverarlo ancora, per quella sua piccola disobbedienza civile. Infatti  tossì un poco e riprese:
 "In casa non entrano?"
"Da soli no. Entrano con una persona che li fa entrare".
 Ci fu un lungo silenzio. Quindi l'albero sentenziò:
"Questo virus è un virus geloso di voi, del piacere che vi dà stare insieme al cinema, ai concerti, al teatro, alle partite. Voi avete sempre trovato il modo di unirvi in grandi masse e questo vi dà una grande gioia. Il virus forse vuole che impariate a guardarvi con sospetto".
"Oh, no! esclamò Aristarco.
 Infatti a  questo punto, lontano sulla strada asfaltata, era comparsa una vettura della polizia municipale.
 L'albero, che, l'abbiamo detto, non era un albero alto, ma poco più di un cespuglio, gli sibilò:
 "Svelto! Monta su! Nasconditi tra i miei rami!"
 Così, piccolo com'era, Aristarco scomparve tra le nuove foglie.
 "Mi era parso di vedere qualcosa muoversi laggiù", disse la voce di uno dei due poliziotti che si erano avvicinati a bordo dell'automobile d'ordinanza.
 Aristarco tratteneva il respiro.
 Un'agente, una bella donna robusta nella sua uniforme impeccabile, scese dall'automobile e si mise a guardare intorno.
"Qui non c'è nessuno, disse.  Sarà stato un gatto o una gazza. Cercano il cibo in questi giorni".
 Risalì sull'automobile e i due poliziotti, la donna e l'uomo che era alla guida, si allontanarono rapidamente.

Erano appena scomparsi alla vista di Aristarco che, crack, un ramo al quale l'omino si era aggrappato si ruppe e lui piombò giù nell'erba, dritto come un sasso. Ma non si era fatto male. Si tirò subito in piedi scuotendo gli abiti. La prima reazione fu:
"Non mi sono fatto niente, per fortuna! ma poi subito aggiunse "Mi dispiace però per te, amico albero, a te ho procurato addirittura un'amputazione!"
 "Ma pensa se quel ramo si fosse spezzato mentre l'agente perlustrava intorno!" disse l'albero, che veramente voleva molto bene all'uomo piccolo, e non voleva farlo sentire in colpa per un danno che gli aveva procurato senza volere. "Quel ramo era secco e avrebbero dovuto già potarlo", disse.
E Aristarco ci credette, così si rasserenò.
"Ma ora che ti sei preso una bella paura torna a casa. Fai le stradine secondarie, sarà più prudente!"
 Aristarco guardava con riconoscenza in alto alle fronde dell'albero e gli venne fatto di pensare:
" Non dicevo altro che la verità quando scrivevo sul documento che andavo a trovare un amico che non si può muovere. Lui è il mio amico con le radici fissate al suolo. Il mio amico Albero!"

 "Vai !" gli stava ripetendo quello. Ma poi lo richiamò indietro  e...
"Vorrei darti un consiglio, disse. In questi giorni che dovrai restare a casa fai dei begli esercizi per rinforzare la voce! Poi torna a cercare Irina. Credo che sarà contenta di sentire che parli con una bella voce tenorile quando le dichiari quanto le vuoi bene!"

 Qui finisce la storia e siamo sicuri che Aristarco rientrò a casa sano e salvo e con quel bel progetto di tornare, con armi più adatte e affilate, alla conquista della sua deliziosa nana.

 ANZI LA STORIA CONTINUA!!!



sabato 21 marzo 2020

IL CORONAVIRUS E' UNA QUESTIONE MATEMATICA.

Riceviamo dalla giornalista Roberta Ronconi e volentieri pubblichiamo

La mattina del 17 marzo ascoltai il professor Bianconi che tentava di spiegare alla radio cosa stesse facendo il suo team dell'istituto Ricmass. Studi matematici sui numeri del coronavirus che dimostravano chiaramente la validità delle scelte operate dal governo della Corea del sud e la necessità di adottarle il prima possibile in Italia. La giornalista alla radio non aveva tempo, attaccò il telefono. Io ho cercato Bianconi, l'ho intervistato, ho cercato di far pubblicare l'intervista su Repubblica già il 17 marzo, ma non c'è stato verso. Mi hanno fatto aspettare due giorni, poi ho deciso di pubblicare su facebook, perché almeno qualcuno potesse leggerla. 
Sono Roberta Ronconi, giornalista professionista dal 1991. Questa è l'intervista uscita su facebook il 19 marzo, alle 16.42. (sulla mia bacheca https://www.facebook.com/roberta.ronconi.5 

IL CORONAVIRUS E' UNA QUESTIONE MATEMATICA.
INTERVISTA AL BIOFISICO ANTONIO BIANCONI
Perché il coronavirus nella Corea del Sud ha fatto qualche decina di morti, mentre in Italia siamo a tremila decessi? Perché il 5 marzo scorso la Corea del Sud aveva 5000 contagiati e l’Italia 3000 e dieci giorni dopo l’Italia era diventato il secondo paese più contagiato, con 21.157 casi positivi e la Corea era rimasta a 8000 casi e 72 decessi?
Questione di modelli matematici. E’ lì che possiamo trovare la spiegazione. E soprattutto è lì che possiamo trovare la soluzione.
Ne è convinto Antonio Bianconi, professore di Biofisica alla Sapienza di Roma per venti anni e ora direttore della Onlus per le scienze Ricmass (Rome International Center for Material Sciences and Superstripes/ricmass.eu) dove da diverse settimane sta studiando il comportamento del coronavirus con il suo team di ricercatori.
Professore, lei e il suo team avete appena lanciato una petizione su change.org indirizzata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti affinché il Lazio adotti le misure coreane di controllo del Covid 19 il prima possibile. Mi spiega quali studi vi hanno condotto a questa scelta?
Nelle ultime settimane, presso i laboratori del Ricmass abbiamo studiato i numeri del coronavirus. In particolare, abbiamo deciso di applicare allo studio di questa epidemia un modello matematico che normalmente non si usa nello studio delle epidemie. Cioè abbiamo fatto qualcosa che non è stata mai fatta prima e i risultati che abbiamo ottenuto a nostro avviso vanno diffusi al più presto.
La prego di spiegare, ma nel modo più elementare possibile.
Esistono modelli matematici che studiano le normali epidemie, come le influenze, ma che vengono applicati in un un mondo omogeneo, ovvero senza limitazioni di spazio e movimento per gli esseri coinvolti. Quando invece si introducono molte barriere nello spazio, il contagio assume altre caratteristiche e soprattutto comincia ad avere dei problemi . Il fatto che in queste settimane non possiamo uscire di casa trasforma lo spazio in cui il contagio si muove. Mi capisce?
Sì, per ora sì.
Io e i miei colleghi del Cnr, dell’Università di Roma e dell’Istituto Ricmass che dirigo (una Onlus per la scienza, ndr) abbiamo trovato che nelle tre nazioni – Cina, Corea, Italia - che fortunatamente hanno introdotto delle limitazioni da diversi giorni, l’epidemia sta rallentando e siamo contenti che l’Italia abbia deciso di introdurre queste misure, perché questo può salvare la vita a milioni di persone.
State confermando la tesi di molti, tra cui quelle del governo italiano. Ma anche in Europa non tutti gli scienziati e i politici sembrano d’accordo…
Mi faccia continuare, non voglio entrare nelle questioni politiche, voglio spiegare come possiamo contribuire noi scienziati a scelte che spetteranno poi ad altri. Torniamo ai tre Paesi che hanno adottato scelte simili, ma con qualche diversità. Il nostro modello matematico ci ha permesso di evidenziare esattamente la misura del successo di queste tre strategie. Questo contagio in presenza di barriere avviene come in certi materiali quantistici molto complicati che per caso noi avevamo studiato anni addietro, precisamente nel 2011 e segue quella che in matematica si chiama “la curva di Oswald”. I Paesi che hanno introdotto gli ostacoli nel movimento e nello spazio delle persone non seguono più un andamento normale da contagio, ma si adattano alla struttura della curva di Oswald. Questa curva si è dimostrata leggermente diversa però per i tre Paesi, a seconda delle diverse strategie e delle barriere scelte.
Che conclusioni pratiche ne avete tratto?
Al momento noi siamo in grado di dare i numeri esatti sulla diffusione del contagio in presenza di barriere e abbiamo capito perché la politica coreana è quella che ha funzionato meglio.
Questo lo dicono anche i fatti.
Sì, ma i numeri lo avevano evidenziato già da qualche giorno e ora ne siamo certi. Non solo perché lo dicono i fatti, ma perché lo conferma un modello matematico che sino ad ora non era stato mai sperimentato in un’occasione simile. Semplicemente, perché è la prima volta che succede a nostra memoria.
Allora, come ci può aiutare la matematica a questo punto?
Gli studi ci dicono che operare una politica di controllo con tamponi il più allargata possibile è vincente. E che se si segue il modello matematico da noi suggerito possiamo accelerare i tempi di ritorno alla normalità in modo significativo. Si potrebbe arrivare al punto di non-contagio tra una settimana, invece che tra 15 giorni o un mese.
Quanto tempo abbiamo per cambiare il trend di crescita del virus?
Abbiamo comparato le curve di andamento del virus al 25mo giorno di apparizione dello stesso nei tre stati: Cina, Corea, Italia. In quel giorno in Cina e Corea era stato già raggiunto un punto di flessione, in Italia la cosa è meno evidente.
Che intende per punto di flessione?
E’ come con la bomba atomica, dopo una serie di reazioni avviene l’esplosione. Con il coronavirus è la stessa cosa. A Roma attualmente abbiamo un certo numero di malati che fino a ieri sono rimasti
abbastanza costanti, non fluttuano. Mi sembra siano attualmente intorno ai 500. Ma se superiamo di troppo questa soglia e raggiungiamo un numero preciso - che però cambia da luogo a luogo - avviene l’esplosione. Inizia una crescita esponenziale con il raddoppio dei malati ogni giorno. Arrivati a quel punto, la crescita non si ferma più.
Quindi, quali sono le cose che secondo lei vanno fatte?
Ora che ci sono un po’ di soldi bisogna immediatamente allargare la ricerca dei positivi con i tamponi , comprare le macchine per fare le analisi, e studiare le tracciabilità delle persone positive. E’ chiaro che è una cosa che richiede alcuni giorni perché sia organizzata, ma può evitare che una metropoli come Roma esploda.
Che voi sappiate, il mondo politico coreano, ha scelto le misure di contenimento del virus sotto la spinta del mondo scientifico?
Certo. Gli scienziati coreani hanno network scientifici molto efficienti ed avevano sperimentato misure simili già ai tempi della Sars.
Avete difficoltà a richiamare l’attenzione del mondo della politica? E il resto del mondo scientifico perché non si affianca alle vostre indicazioni?
Qualcosa si sta muovendo a livello internazionale, molti team che studiano come noi i sistemi complessi stanno arrivando alle nostre stesse conclusioni. Questa sera (ieri per il lettore, ndr) pubblicheremo una petizione e la lanceremo sul web. Non abbiamo molto tempo, speriamo ci diano retta.

RobertaRonconi@copyright
  

venerdì 20 marzo 2020

DIVIETO DI FERMATA 6 Paure e speranze di Silvio Perrella

Oggi nell'appuntamento quotidiano con "Divieto di fermata", che abbiamo inaugurato su Youtube Gattomerlino nell'emergenza corona virus, parleremo del libro di Silvio Perrella "Io ho paura" (Neri Pozza edizioni),  un libro scritto nel 2018, che oggi diventa più attuale che mai. 

In quel libro una scrittura raffinata  e tagliente scandaglia una condizione che oggi si è fatta universalmente diffusa. Scrive Perrella: "Quando sei sottoposto alla dittatura della morte, la paura signoreggia su ogni cosa. "Vita" è una parola così difficile da usare, ma dobbiamo azzardarci a pronunciarla, a darle i nomi che di volta in volta invoca per tornare a essere una declinazione della dignità".


Sullo stesso tema del libro Silvio Perrella è tornato in un articolo pubblicato su "Il Mattino" di Napoli, il 12/3 /2020 che qui sotto riproduciamo da una foto





sabato 14 marzo 2020

DIVIETO DI FERMATA 5– L'appello degli scienziati con l'elenco dei firmatari

Public request to take stronger measures of social
distancing across the UK with immediate effect
14th March 2020

(last update: 14th March 2020, 15:25)

As scientists living and working in the UK, we would like to express our concern
about the course of action announced by the Government on 12th March 2020
regarding the Coronavirus outbreak. In particular, we are deeply preoccupied
by the timeline of the proposed plan, which aims at delaying social distancing
measures even further.
The current data about the number of infections in the UK is in line with the
growth curves already observed in other countries, including Italy, Spain, France,
and Germany [1]. The same data suggests that the number of infected will be in
the order of dozens of thousands within a few days.
Under unconstrained growth, this outbreak will aect millions of people in the
next few weeks. This will most probably put the NHS at serious risk of not
being able to cope with the flow of patients needing intensive care, as the number
of ICU beds in the UK is not larger than that available in other neighbouring
countries with a similar population [2]. Going for "herd immunity" at this point
does not seem a viable option, as this will put NHS at an even stronger level of
stress, risking many more lives than necessary.
By putting in place social distancing measures now, the growth can be slowed
down dramatically, and thousands of lives can be spared. We consider the social
distancing measures taken as of today as insucient, and we believe that addi-
tional and more restrictive measures should be taken immediately, as it is already
happening in other countries across the world.
We urge anyone who has sympathy with our views, and access to the govern-
ment strategy group, to make our concerns more widely known.

Signatories:
1. David Arrowsmith, Professor of Mathematics, Complex Systems, Queen Mary University of London
2. Christian Beck, Professor of Applied Mathematics, Dynamical Systems, Queen Mary University of London
3. Martin Benning, Lecturer in Optimisation, Complex Systems, Queen Mary University of London
4. Ginestra Bianconi, Professor of Applied Mathematics, Complex Systems, Queen Mary University of London
5. Jamie Grin, Lecturer in Applied Probability, Queen Mary University of London
6. Weini Huang, Lecturer in Mathematical Biology, Complex Systems, Queen Mary University of London
7. Vito Latora, Professor of Applied Mathematics, Chair of Complex Systems, Queen Mary University of
London
8. Vincenzo Nicosia, Lecturer in Networks and Data Analysis, Complex Systems, Queen Mary University of
London
1
9. Thomas Prellberg, Professor of Mathematics, Dynamical Systems, Queen Mary University of London
10. Nicola Perra, Associate Professor in Network Science, University of Greenwhich
11. Giacomo Livan, Lecturer in Computer Science, Financial Computing & Analytics, University College London
12. Henrik Jeldtoft Jensen, Professor of Mathematical Physics, Imperial College London
13. BenjaminWerner, Lecturer, Centre for Cancer Genomics and Computational Biology, Barts Cancer Institute,
Queen Mary University of London
14. Iacopo Iacopini, PhD Student, Complex Systems, Queen Mary University of London
15. Andrea Baronchelli, Reader in Mathematics, City University of London
16. Sarah Morgan, Research Fellow, Cambridge University
17. Vahid Shahrezaei, Reader in Biomathematics, Imperial College London
18. Guven Demirel, Lecturer in Supply Chain Management, Queen Mary University of London
19. Arick Shao, Senior Lecturer in Mathematics, Queen Mary University of London
20. Erminia Calabrese, Professor in Astronomy, Cardi University
21. Arianna Bottinelli, Associate Editor, Communications Physics, SpringerNature London
22. Ivan Tomasic, Senior Lecturer in Pure Mathematics, Queen Mary University of London
23. Francesco Coghi, PhD Student in Mathematics, Queen Mary University of London
24. Hanlin Sun, PhD student in Mathematics, Queen Mary University of London
25. Marta Varela, Research Fellow, National Heart and Lung Institute, Imperial College London
26. Ronaldo Menezes, Professor of Data and Network Science, University of Exeter
27. Kirstie Whitaker, Turing Research Fellow, Alan Turing Institute; Senior research associate in Psychiatry,
University of Cambridge
28. Naomi Arnold, PhD student in Computer Science, Queen Mary University of London
29. Petra Vertes, Lecturer in Psychiatry, Systems and Computational Neuroscience, University of Cambridge
30. Dudley Stark, Reader in Mathematics and Probability, Queen Mary University of London
31. Thomas W. Mueller, Professor of Mathematics, Queen Mary University of London
32. Tiziana Di Matteo, Professor of Econophysics, King's College London
33. Silvia Grigolon, Postdoctoral Fellow, The Francis Crick Institute London
34. Francesca Arrigo, Lecturer in Mathematics, University of Strathclyde
35. Gianmichele Di Matteo, PhD Student, Queen Mary University of London
36. Sasha Sodin, Professor in Analysis and Mathematical Physics, Queen Mary University of London
37. Professor Rajendra Bhansali, Emeritus Professor in Mathematics, University of Liverpool and Visiting Professor
in Mathematics, Imperial College London
38. Bingzhang Chen, Lecturer in Mathematics, University of Strathclyde
39. Demetrios T. Papageorgiou, Professor in Mathematics, Imperial College London
40. Stuart Scott, Centre for Human Computer Interaction Design, City University of London
41. Deatrice Vincenzi, PhD Student, City University of London
42. Vessela Vassileva, Department is Surgery and Cancer, Imperial College London
43. Bill Jackson, Professor of Mathematical Sciences, Queen Mary University of London
2
44. Yi Sui, Reader in Fluid Mechanics, Queen Mary University of London
45. Penny Davies, Senior Lecturer in Mathematics, University of Strathclyde
46. Dugald B Duncan, Professor of Mathematics, Heriot-Watt University
47. Evangelos Mitsokapas, PhD Student, Dynamical Systems, Queen Mary University of London
48. Haris Markakis, Lecturer in Numerical Relativity, Queen Mary University of London
49. Michael Grinfeld, Reader in Mathematics and Statistics, University of Strathclyde
50. Marco Pietropaoli, Research associate, Imperial College London
51. Caterina Gennaioli, Senior Lecturer in Economics, Queen Mary University of London
52. Franco Vivaldi, Emeritus Professor in Mathematics, Queen Mary University of London
53. Timothy Neate, Researcher, Centre for HCI Design, City University of London
54. Silvia Liverani, Reader in Statistics, Queen Mary University of London
55. Marcus Waurick, Chancellor's Fellow, University of Strathclyde
56. Ernesto Priego, Centre for HCDI, City University of London
57. Lidia Gomes Da Silva, PhD Student, Queen Mary University of London
58. Silvia Rognone, PhD Student, Complex Systems, Queen Mary University of London
59. Radu Cimpeanu, Assistant Professor in Applied Mathematics, University of Warwick
60. Aleix Bassolas, Researcher in Complex Systems, Queen Mary University of London
61. Stephen J. Cowley, Senior Lecturer in Applied Mathematics and Theoretical Physics, University of Cambridge
62. Esther Mondragon, Lecturer in Articial Intelligence, City University of London
63. Andrea Santoro, PhD in Mathematics, Queen Mary University of London
64. Gabriele Di Bona PhD. Student in Complex Systems, Queen Mary University of London
65. Juan A. Valiente Kroon, Reader in Applied Mathematics, Queen Mary University of London
66. Magnus Haughey, PhD student in Mathematical Biology, Queen Mary University of London
67. Giorgio Savini, Director of the University College London Observatory (UCLO), University College London
68. Ralph Kenna, Professor of Theoretical Physics, Centre for Fluid and Complex Systems, Coventry University
69. Pierpaolo Vivo, Senior Lecturer in Disordered Systems, King's College London
70. Dmitry Savin, Senior Lecturer in Applied Mathematics, Brunel University London
71. Luca Maria Aiello, Senior Research Scientist, Nokia Bell Labs, Cambridge.
72. Zacharoula Nikolakopoulou, Research Associate, Department of Immunology and In
ammation, Imperial
College London
73. Pawel Dlotko, Senior Lecturer in Mathematics, Swansea University
74. Michael Garcia Ortiz, Lecturer, City University of London
75. Biagio Lucini, Royal SocietyWolfson Merit Award Holder, Head of Mathematics, College of Science, Swansea
University
76. Ernesto Jimenez-Ruiz, Lecturer in Articial Intelligence, City University of London
77. Peter Bishop, Professor of Systems and Software Dependability, City University of London
78. Alberto Bracci, Phd Student, City University of London
3
79. Carla Molteni, Professor of Physics, Director of Thomas Young Centre, King's College London
80. Jerey Giansiracusa, Professor of Mathematics, Swansea University
81. Dmitri Panov, Reader in Geometry, King's College London
82. Vaibhav Kumar Jena, PhD student in Mathematics, Queen Mary University of London
83. Rebecca Cliord, DPhil, FRHistS, FHEA, Associate Professor of Modern History, Swansea University
84. Luka Ilic, PhD student in Mathematics, Queen Mary University of London
85. Hermes Gadelha, Senior Lecturer in Applied Mathematics and Data Modelling, University of Bristol
86. Pietro Lio, Professor, University of Cambridge
87. Eduardo Alonso, Reader in Computing, City University of London
88. Salvatore Danilo Riccio, PhD Student in Complex Systems, Queen Mary University of London
89. Andrea Tangherloni, Research Associate at the Department of Haematology, University of Cambridge
90. Salpie Nowinski, Postdoctural research assistant in computational biology and tumour evolution, Barts
Cancer Institute
91. Marco Gramatica, PhD student in Mathematics, Queen Mary University of London
92. Pierre Degond, Chair Professor in Applied Mathematics, Imperial College London
93. Michael Bronstein, PhD, FIEEE, FIAPR, Professor of Computing, Imperial College London
94. Dr Georgios Nteliopoulos, Senior research associate, Department of Surgery and Cancer, Imperial College
London
95. Daniele Quercia, Department Head, Nokia Bell Labs, Cambridge
96. Oliver Ratmann, Lecturer in Statistics, Imperial College London
97. Tiago Azevedo, PhD student in Computer Science, University of Cambridge
98. Veronica Vinciotti, Reader in Mathematics, Brunel University London
99. Vitaliy Kurlin, Senior Lecturer in Computer Science, University of Liverpool.
100. Martin Weigel, Reader in Theoretical Physics, Centre for Fluid and Complex Systems, Coventry University
101. Thomas P. Sotiriou, Professor of Gravitational Physics, School of Mathematical Sciences & School of Physics
and Astronomy, University of Nottingham
102. Francesca Baletto, Reader in Physics, King's College London
103. Istvan Z. Kiss, Professor of Mathematics, University of Sussex
104. John Harvey, Daphne Jackson Research Fellow, Department of Mathematics, Swansea University
105. Sarah Barry, Lecturer in Statistics, University of Strathclyde
106. Sandro Sousa, PhD Student, Complex Systems, Queen Mary University of London
107. Antonino Iannazzo, PhD student, Queen Mary University of London
108. Luc Berthouze, Professor of Complex Systems, University of Sussex
109. Mirna Dzamonja, Professor of Mathematics, University of East Anglia
110. Pablo Lamata, Wellcome Trust Senior Research Fellow in Basic Biomedical Science
111. Jean-Marc Vanden-Broeck, Professor of Applied Mathematics, University College London
112. Ben Murray, Senior Research Associate, King's College London
113. Aleksandra Ivovic, PhD student in Biological Sciences, University of Cambridge
4
114. Andreas Fring, Professor of Mathematical Physics, City University of London
115. Cristina Inversi, Lecturer in Employment Law, The University of Manchester
116. Luigi Margiotta-Casaluci, Lecturer in Pharmacology and Toxicology, Brunel University London
117. Maria Laura Greco , PhD student in Pharmacy and Pharmaceutical sciences, University of Manchester
118. Paul Expert, Research Associate, Global Digital Health unit, Imperial College London
119. Ignazio Puccio, Honorary Research Associate, University College London
120. Dr. Giovanna Campopiano, Senior Lecturer, Lancaster University Management School
121. Anita Lavorgna, Associate Professor, University of Southampton
122. Richard A.I. Bethlehem, Post-Doctoral Fellow Research Associate, British Academy and University of Cambridge
123. Anna Pacelli, Postdoctoral Researcher, University of Oxford
124. Ramona Lattao, Postdoctoral Research Associate in Genetics, University of Cambridge
125. Francesca Dal Mas, Lecturer in Strategy & Enterprise, The University of Lincoln
126. William Schafer, Programme Leader in Neurobiology, MRC Laboratory of Molecular Biology, University of
Cambridge; Professor of Animal Physiology and Neuriobiology, KU Leuven
127. Shahn Majid, Professor of Mathematics, Queen Mary University of London
128. Sarah K. Buddenborg, Postdoctoral Fellow, Wellcome Sanger Institute
129. Dr Chris Cantwell, Senior Lecturer in Aeronautics, Imperial College London
130. Daniele Petrone PhD student in Mathematics, Queen Mary University of London
131. Yue Ren, UKRI Future Leaders Fellow and Senior Lecturer, Swansea University
132. Igor Smolyarenko, Lecturer in Applied Mathematics, Brunel University London
133. Alessia Annibale, Senior Lecturer in Disordered Systems, King's College London
134. Denise Walker, Senior Scientist, Neurobiology, MRC Laboratory of Molecular Biology, Cambridge
135. Dr Demetra Andreou, Principal Academic in Environmental Science, Bournemouth University
136. Professor Aris Katzourakis, Department of Zoology, University of Oxford; Co-President of Oxford UCU
137. Giorgio Jansen, Research Assistant, University of Cambridge
138. Dario Leonardo Balacco, Posdoctoral Research Fellow, Institute of Clinical Sciences, University of Birmingham
139. Jasna Urbancic, PhD Student in Mathematics, Queen Mary University of London
140. Francesco Mezzadri, Professor of Mathematical Physics, University of Bristol
141. James A. R. Marshall, Professor of Theoretical and Computational Biology, University of Sheeld
142. Daria Santone, PDRA, Physics Department, Royal Holloway, University of London
143. Lucia Sivilotti, AJ Clark Professor of Pharmacology, University College London
144. Matteo Salvalaglio, Lecturer, Department of Chemical Engineering, University College London
145. Henri Huijberts PFHEA FIMA, Professor of Engineering Science and Education, Deputy Dean for Education,
Queen Mary University of London
146. Giorgia Dalla Libera Marchiori, Research assistant in Infectious Diseases, London School of Hygiene &
Tropical Medicine
147. Anja Meyer, PhD student in Pure Mathematics, University of Manchester
5
148. Rui Carvalho, Assistant Professor, Department of Engineering Durham University

149. Cesare Giulio Ardito, PhD Student
150. Luca Cocconi, PhD student, Imperial College London and Francis Crick Institute
151. Kane Smith, Research Technician, Queen Mary University of London
152. Laura Coroneo, Senior Lecturer, Department of Economics and Related Studies University of York
153. Dragana Vuckovic, PostDoctoral Fellow in Biostatistics, Sanger Institute, Cambridge
154. Sebastian Ahnert, Cavendish Laboratory and Sainsbury Laboratory, University of Cambridge
155. Leslie Turner, Lecturer in Evolution, Milner Centre for Evolution, Department of Biology and Biochemistry,
University of Bath
156. Francesca Di Lodovico, Professor of Physics, King's College London
157. Francesco Di Lauro, PhD student in Mathematics, University of Sussex
158. Katerina Zahradova, PhD student in Mathematics, University of London
159. Lavinia Rognone, PhD student, University of Manchester
160. Ana Jimena Pacheco Gutierrez, PhD student, Queen Mary University of London
161. Virginia M Howick, Wellcome Sanger Institute
162. Ana Riesgo, The Natural History Museum
163. Rainer Klages, Reader in Applied Mathematics, Queen Mary University of London
164. Gianluca Inverso, Marie Curie Fellow, Centre for Research in String Theory, Queen Mary University of
London
165. Gioia Boschi, PhD student, King's College London
166. Karin van Veldhoven, Assistant professor in Molecular Epidemiology London School of Hygiene & Tropical
Medicine
167. Stephanie Lo, Principal Bioinformatician & Project Manager, Wellcome Sanger Institute
168. Riccardo Guareschi, Computational Chemist in Drug Design, University of Dundee, registered Scottish
Charity, No: SC015096
169. Jimmy Lee, Postdoctoral Fellow, Wellcome Sanger Institute
170. Giorgio Carugno, PhD Student, King's College London
171. Gos Micklem, Reader, Department of Genetics, University of Cambridge
172. Chris Micklem, PhD Student, Sainsbury Laboratory/Department of Physics, University of Cambridge
173. Peng He, Postdoctoral Fellow, Sanger Institute
174. Stanley Wai-Kwong Ng, Postdoctoral Fellow, Cancer, aging, and somatic mutations programme, Cancer
genome project, Wellcome Sanger Institute
175. Max Falkenberg, PhD Student, Center for Complexity Science, Imperial College London
176. Hui Zhang, Post-doctoral Researcg Assistant, Queen Mary University of London
177. Kirsty Wanm, Senior Research Fellow/Senior Lecturer, Living Systems Institute & Department of Mathematics,
University of Exeter
178. Rosana Collepardo-Guevara, Winton Advanced Research Fellow (Group Leader) Departments of Physics,
Chemistry and Genetics, University of Cambridge
179. Anne Bishop, Post-doctoral Research Fellow, Welcome Sanger Institute, Cambridge
6
Distinguished international signatories:
1. Steven H. Strogatz, Jacob Gould Schurman Professor of Applied Mathematics, Cornell University
2. Albert-Laszlo Barabasi, Robert Gray Dodge Professor of Network Science, Northeastern University, USA;
Department of Medicine at Harvard Medical School
3. Yamir Moreno, Director of the Institute for Biocomputation and Physics of Complex Systems, Zaragozza;
President of the Network Science Society; Past-President of the Complex Systems Society;
4. Guido Caldarelli, London Institute of Mathematical Science; Full Professor of Theoretical Physics at IMT
School for Advanced Studies Lucca; President of the Complex Systems Society
5. Alain Barrat, Research Director, Centre de Physique Theorique, Marseille, and Turing Center for Living
Systems, Marseille, France
6. Reka Albert, Distinguished Professor of Physics and Biology, Pennsylvania State University
7. Mason A. Porter, Professor in Mathematics, University of California, Los Angeles, USA
8. Danielle S. Bassett, J Peter Skirkanich Professor, University of Pennsylvania, USA
9. Andrea Bertozzi, Professor of Mathematics and Mechanical and Aerospace Engineering, University of California
Los Angeles; Member US National Academy of Sciences
10. Rosario Nunzio Mantegna, Professor of Physics, University of Palermo, Italy
11. Ernesto Estrada, Professor of Mathematics, University of Zaragoza, Spain
12. Marc Barthelemy, Director of Research, Institute de Physique Theorique, CEA, Saclay, France
13. Hawoong Jeong, Professor of Physics, Korea Advanced Institute of Science and Technology
14. Jesus Gomez-Garde~nes, Associate professor of Physics, University of Zaragoza, Spain
15. Albert Diaz-Guilera, Professor of Physics, University of Barcelona, Spain
16. Vittorio Loreto, Professor of Physics, University of Rome, Italy; Director, SONY Computer Science Laboratories,
Paris
17. Nassim Nicholas Taleb, Distinguished Professor of Risk Engineering, New York University
18. Jose Ramasco, Reseacher, Insitute for Cross-Disciplinary Physics and Complex Systems, Palma de Mallorca,
Spain
19. Martin Rosvall, Professor of Physics, University of Umea, Sweden
20. Fabrizio De Vico Fallani, Research Scientist, Brain and Spine Institute, Paris
21. Daniele Marinazzo, Professor of Data Analysis, University of Ghent, Belgium
22. Javier M. Buld~Ao, Professor of Electromagnetism, King Juan Carlos University, Spain
23. Alessio Papini, Professor of Biology, University of Florence, Italy
24. Joel Miller, Senior Lecturer in Applied Mathematics, La Trobe University, Australia
References
[1] https://medium.com/@tomaspueyo/coronavirus-act-today-or-people-will-die-f4d3d9cd99ca
[2] https://left.it/2020/03/13/covid_19-open-letter-from-italy-to-the-international-scientific-communi7